4.3
(62)
802
riders
73
rides
Gravel biking around Noceto offers a diverse landscape characterized by rolling hills, agricultural plains, and river valleys, providing varied terrain for cyclists. The region features a network of unpaved roads and tracks that connect rural villages and historical sites. Elevations are generally moderate, with some routes including more significant climbs into the surrounding hills. This area provides a mix of open countryside and wooded sections suitable for gravel cycling.
Last updated: May 11, 2026
4.4
(5)
58
riders
65.3km
04:37
1,180m
1,180m
Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
4.3
(4)
30
riders
42.3km
02:47
510m
510m
Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.

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5.0
(4)
15
riders
54.3km
03:47
920m
920m
Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
12
riders
82.6km
06:00
1,400m
1,400m
Hard gravel ride. Very good fitness required. You may need to push your bike for some segments of this route.
3.5
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8
riders
34.2km
02:19
450m
450m
Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
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La corte di Giarola è una corte rurale medievale dotata di chiesa interna, situata nell'omonima località presso Pontescodogna, frazione di Collecchio, in provincia di Parma; costituisce la sede dell'Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, del museo del pomodoro, del museo della pasta, del Teatro alla Corte, del centro visite "Sotto il segno dell'acqua", di due sale convegni e di un ristorante.[1][2] È il punto di partenza per semplici camminate nel Parco del Taro. STORIA: La corte fu costruita originariamente tra l'VIII e il IX secolo per volere della casata di Ingo, nobile franco; l'edificio nacque quale presidio fortificato a controllo del vicino guado di un ramo della via Francigena attraverso il fiume Taro; a causa della sua prossimità al corso d'acqua, la località era conosciuta col nome di Glarola, forse di origine latina, in riferimento alla grande quantità di ghiaia depositata sulle sponde. La più antica testimonianza della sua esistenza risale al 1034, quando Glariola fu citata in un rogito di compravendita di terreni da parte di Alberto Prete a Giovanni di Viarolo. I discendenti di Ingo, feudatari della zona,nel 1045 donarono il castrum con la sua cappella romanica alla badessa Imila del monastero di San Paolo di Parma. L'anno seguente il vescovo Cadalo cedette alcune terre in castro clariolae alle monache. Nei decenni seguenti le religiose trasformarono la struttura in una corte agricola indipendente,[4][5] protetta da mura e dotata di abitazioni, stalle, caseificio e mulino alimentato dalle acque del canale Naviglio; le boscose e paludose terre circostanti furono bonificate e coltivate. Nel 1187 il papa Gregorio VIII emanò una bolla confermando alla badessa di San Paolo i diritti sull'Ecclesiam Sancti Nicomedi de Glarola, oltre a numerose altre del Parmense. A difesa dell'edificio e del guado il vescovo di Parma fece inoltre erigere una torre difensiva, che si aggiunse ai vicini castelli di Collecchio, Segalara, Madregolo e Carona. Nel 1308 i Rossi e i Lupi, dopo la loro cacciata da Parma, presero possesso della struttura fortificata di Giarola, che pochi mesi dopo fu contrattaccata dalle truppe di Giberto III da Correggio e distrutta al termine di un aspro combattimento; sopravvissero solo la corte agricola e la cappella. Nel 1440 ogni residua struttura fortificata fu completamente demolita o trasformata in abitazioni. Nel 1451 la corte ospitò durante il suo viaggio il duca di Milano Francesco Sforza,mentre nel 1495 vi si accamparono, in vista della battaglia di Fornovo, le truppe di Ludovico il Moro. Secondo il Catasto farnesiano del 1562, la corte, dipendente dalla magistratura di Parma e abitata da 110 persone, gestiva un territorio di 1140 biolche parmigiane, corrispondenti a circa 342 ettari, appartenenti in gran parte al monastero di San Paolo; le coltivazioni si estendevano in particolare nella pianura occidentale, in quanto all'epoca il fiume Taro scorreva molto più a ovest. Nel 1760 la chiesa romanica fu modificata in stile neoclassico. Dopo la conquista napoleonica del ducato di Parma e Piacenza, la corte rimase per alcuni anni soggetta direttamente al Comune (o mairie) di Parma, ma nel 1806 fu aggregata a quello di Collecchio. In seguito alla soppressione degli ordini religiosi che colpì anche le benedettine del monastero di San Paolo, nel 1811 la tenuta fu confiscata dal governo francese e affittata a imprenditori agricoli, primi tra tutti i conti Camillo e Alessandro Zileri. Gli abitanti della struttura raggiunsero la quota di 312 nel 1855, per calare un po' alla volta nei decenni seguenti. Le terre furono lottizzate e alienate a privati, mentre la corte fu acquistata alla fine del XIX secolo dalla famiglia Montagna, che dedicò parte dei terreni circostanti alla coltivazione di pomodori e costruì in adiacenza una fabbrica di conserva e un moderno caseificio con annesso allevamento di suini, affittati a conduttori esterni. Durante la seconda guerra mondiale, il 17 aprile 1945 la corte fu colpita dai bombardamenti alleati, che causarono la morte di nove persone[14] e il parziale crollo della chiesa di San Nicomede, di cui rimasero in piedi soltanto alcune porzioni delle murature esterne; il luogo di culto fu ricostruito nel 1950 nelle originarie forme romaniche. La fabbrica conserviera fu alienata nel 1957 all'imprenditore Ercole Azzali; pochi anni dopo fu però chiusa, mentre il caseificio sopravvisse ancora per qualche tempo. Dopo la cessazione dell'attività, il degrado aumentò, finché nel 1998 la corte e le strutture annesse furono acquistate dall'Ente Parco Fluviale Regionale del Taro, poi Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, che ne avviò i lavori di ristrutturazione, adibendo parte dell'edificio a propria sede; nell'ala est furono inoltre ricavati un percorso espositivo e una sala auditorium. Nel 2005 fu recuperata la casa colonica esterna, destinata a Laboratorio storico. Nel 2006, su finanziamento della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Collecchio e della Fondazione Cariparma, l'ala sud, originariamente adibita a legnaia e deposito, fu trasformata in sala teatrale; il Teatro alla Corte fu inaugurato nel settembre del 2007; nello stesso anno furono avviati i lavori di sistemazione dell'ala ovest, ove all'interno delle antiche stalle trovò spazio nel 2010 il Museo del pomodoro. Nel 2013 il cantiere dell'ala ovest fu completato recuperando anche l'antico pastificio e il mulino; l'anno seguente gli ambienti divennero la sede del Museo della pasta. Nel 2014 fu inoltre ricostruito il tetto della chiesa di San Nicomede,sede parrocchiale a servizio della frazione di Pontescodogna. Nel 2019 fu ristrutturato l'antico caseificio posto nell'ala nord ovest, al cui interno nel novembre dello stesso anno fu inaugurato l'Agrilab Giarola, un laboratorio di cucina per promuovere la biodiversità agroalimentare, i prodotti del territorio e la loro stagionalità. FONTE ed altre b notizie: https://it.wikipedia.org/wiki/Corte_di_Giarola
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Originally built between the 10th and 11th centuries, the castle was rebuilt in 1153 and expanded several times in the following centuries. With the exception of a few brief periods in the 12th and 14th centuries, the Pallavicino marquises maintained it almost uninterruptedly until their extinction in 1756. Assigned to the Sermattei family, the manor was purchased a few years later by the Landi cousins. Sold in 1882 to the Corazza family, the manor was renovated and transformed into an elegant stately home, rich in frescoes and stucco decorations. Since the early 21st century, the building, along with the surrounding village, has been used as a scattered hotel, with an adjoining farm. SOURCE: https://it.wikipedia.org/wiki/Tabiano_Castello
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A short detour to visit the town center (and perhaps stop at a bar for a snack)
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Small bridge over the Baganza torrent, only for cycling and pedestrians - it is located in the town of San Vitale Baganza and connects with the Poggio di S. Ilario B.
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"It still remains to be added," writes Sigfried Grän OFM in 'Noah, the builder of the ark and inventor of viticulture', "what we left out above in the summary of the Noah story. Noah not only survives the flood and, after his rescue, offers a burnt offering to the Creator. He also incidentally becomes the inventor of viticulture. (...) In ancient Israel, the vine was considered the noblest of all plants. To own a vineyard, to enjoy its fruits and to be able to rest in the peace of its shade was ... the epitome of a happy and blessed existence." (Source: "In the Land of the Lord. Franciscan Magazine for the Holy Land", Issue 4/2024)
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From behind the courtyard you enter the Taro Park towards the canals and the butterfly path
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There are over 115 gravel bike trails around Noceto, offering a wide variety of routes for different skill levels. The komoot community has explored these routes over 1300 times, highlighting the region's popularity for gravel biking.
The gravel bike trails around Noceto are highly rated by the komoot community, with an average score of 4.4 stars from over 90 reviews. Riders often praise the diverse landscape, which includes rolling hills, agricultural plains, and river valleys, as well as the network of unpaved roads connecting rural villages and historical sites.
While many routes in Noceto feature significant elevation, there are a few easier options available. The region offers a mix of open countryside and wooded sections, with some routes through the plains being less demanding. Currently, there are 4 routes classified as easy, though most routes tend to be more challenging.
The best time for gravel biking in Noceto is typically during spring (April to June) and autumn (September to October). During these months, the weather is generally mild and pleasant, making for ideal riding conditions. Summers can be quite hot, and winters are usually mild but can be damp.
Gravel bike routes near Noceto vary significantly in length. You can find routes ranging from shorter distances to longer, more challenging rides. For example, the Villa Casino dei Boschi – Corte di Giarola loop from Collecchio is about 34.2 km, while the View of Tabiano Castle – Tabiano Castle loop from Noceto extends to 82.6 km.
Yes, many of the gravel bike trails around Noceto are designed as loops, allowing you to start and end at the same point. Examples include the challenging Torrechiara Castle – Val Baganza Bridge loop from Collecchio and the Val Baganza Bridge – Villa Casino dei Boschi loop from Collecchio.
The region offers several natural attractions. You can explore various lakes such as Lake of Switzerland, Grotta Lake, and Lago del Casino del Bosco. There are also natural monuments like Pietra Corva and the Road in the Boschi di Carrega, offering scenic views and peaceful forest sections.
Yes, many gravel routes in Noceto pass by historical landmarks. For instance, the Torrechiara Castle – Val Baganza Bridge loop from Collecchio features significant historical sites. The View of Tabiano Castle – Tabiano Castle loop from Noceto takes you through scenic hills surrounding the impressive Tabiano Castle.
While specific coffee stops are not always marked on every route, many trails connect rural villages and towns where you can find cafes and restaurants. Planning your route with komoot allows you to discover points of interest and facilities along the way, including potential refreshment stops in places like Collecchio or near Salsomaggiore Terme, which is featured in the Salsomaggiore Thermal Baths – View of the Hills Near Parma loop from Castelguelfo.
Noceto and its surrounding areas are generally accessible by local bus services, connecting to larger towns like Parma. While direct access to every trail might require some planning, you can often reach starting points of routes via public transport. It's advisable to check local bus schedules and routes in advance to plan your journey effectively.
Parking is generally available in the towns and villages that serve as starting points for many gravel bike routes, such as Noceto itself, Collecchio, or Castelguelfo. Look for public parking areas within these localities. Some trailheads, especially those further into rural areas, might have limited designated parking, so planning your start point is recommended.
Yes, Noceto is well-suited for experienced gravel bikers, with 85 out of 115 routes classified as difficult. These routes often feature significant elevation gains and challenging terrain. The Torrechiara Castle – Val Baganza Bridge loop from Collecchio, for example, includes over 1200 meters of elevation gain, providing a demanding ride for advanced cyclists.


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